Comunicato Stampa | Fondo Investimento Toscana

QUALE SOSTEGNO DALLA REGIONE PER L’INDUSTRIA DEI VIAGGI?

Comunicato stampa del 10 settembre 2020

E’ stata annunciata per il 15 settembre la pubblicazione del bando relativo al “Fondo Investimento Toscana – contributi a fondo perduto a favore della Filiera del Turismo“, deliberato dalla Giunta regionale lo scorso 3 agosto.

Oltre all’incredibile esiguità delle somme stanziate per le AdV, dall’esame del provvedimento emergono varie zone grigie, prima fra tutte quella della destinazione delle somme a fondo perduto soltanto ai soggetti attivi nell’incoming sul territorio regionale.

Nella formulazione del bando questa norma deve essere assolutamente corretta, per permettere a tutte le AdV della regione – indipendentemente da incoming o outgoing – l’accesso ai fondi, peraltro miseramente insufficienti.

E’ stata sorprendente l’assenza totale, fino a inizio agosto, della Toscana, una delle regioni in cui il peso del turismo non è certamente secondario.
Arriva tardi una Delibera di Giunta che assegna finalmente risorse a fondo perduto ma che equipara le agenzie di viaggio/tour operator a categorie di singoli lavoratori autonomi. Il confronto fra il calcolo dei finanziamenti “virtuali” ed i tetti fissati come importo massimo fa capire quanto drammaticamente insufficienti ed inadeguati siano questi fondi: il massimo ottenibile si colloca fra i 3 ed il 5% rispetto alla cifra spettante applicando i criteri di calcolo indicati.

Fiavet Confcommercio rappresenta le agenzie di viaggio/tour operator della Toscana. Un settore da molti anni in crescita costante che non ha mai chiesto sovvenzioni, che occupa migliaia di addetti e crea un indotto di dimensioni importanti.

Siamo stati i primi a dover interrompere – da un giorno all’altro – la nostra attività, divenuta impraticabile. L’estate è finita con risultati deludenti, al di sotto delle già modeste attese. Niente stranieri e gli italiani, impoveriti e impauriti, sono andati al mare qualche giorno ad agosto. Poi il nulla. Le città d’arte deserte: la stagione è compromessa.

La situazione sanitaria non è incoraggiante e si allontana sempre più il ritorno alla normalità: Le nostre aziende sono senza lavoro perché viaggiare è un problema globale. Tutti i dipendenti sono in cassa integrazione e ricevono con enormi ritardi somme insufficienti.

Non abbiamo prospettive di ripartire prossimamente. Si stima che ritorneremo ai volumi del 2019 non prima del 2023. Nel frattempo continuiamo a sostenere i costi per mantenere attive le strutture: affitti, utenze, premi assicurativi, leasing, imposte di vario genere. Stiamo valutando la perdita di fatturato fra il 70 e il 90%. E’ in pericolo il patrimonio di conoscenze e professionalità costruito in decenni dai nostri operatori. Al loro posto, quando gli spostamenti riprenderanno, le grandi OLTA ed altri gruppi multinazionali saranno facilmente in grado di monopolizzare rapidamente il business del turismo. Da qualche settimana registriamo le prime chiusure definitive di agenzie di viaggio toscane.

Dalla fine di febbraio abbiamo partecipato a tutti gli incontri con la Regione: abbiamo descritto lo stato delle cose ed ascoltato tante parole. Poi abbiamo aspettato, e aspettato ancora. A inizio giugno il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità un appello perché venisse dato sostegno ai tour operator/agenzie di viaggio, quale categoria maggiormente colpita. Va detto che i Decreti del Governo nazionale non sono sufficienti, vista l’entità del disastro.

Occorre fare di più: è una scelta politica ignorare la specificità della crisi e non fare tutto il possibile per scongiurare la scomparsa di una filiera nazionale e nello specifico toscana dell’industria dei viaggi.

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